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LO SCOPO DI QUESTO NOSTRO BLOG E' QUELLO DI RENDERE INFORMAZIONE APPROFONDITA E LIBERA DA OGNI PREGIUDIZIO E DA OGNI STRUMENTALIZZAZIONE IN MANIERA TALE DA POTERE DARE LIBERTA' DI ATTINGERE A QUANTI DESIDERANO ALLE MOLTEPLICI RELIGIONI CHE SIN DALL'INIZIO DELLA COMPARSA DELL'UOMO SI SONO FORMATE E LA CUI NECESSITA' SI RIVELA OGNI GIORNO CHE PASSA SEMPRE PIU' IMPORTANTE NELLA VITA DI OGNI ESSERE UMANO
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venerdì 25 febbraio 2011

Suicidio ed eutanasia

 il cattolicesimo
Per il cattolicesimo il suicidio va contro l'amore di Dio. Quindi è severamente condannato. Anche l'eutanasia è moralmente inaccettabile e viene giudicata "disumana". La Chiesa ortodossa equipara l'eutanasia a omicidio e suicidio, entrambi peccati mortali. I protestanti non condannano formalmente il suicidio, mentre rispetto all'eutanasia le posizioni sono varie. Per í valdesi «l'eutanasia si può configurare come un gesto umano di rispetto nei confronti della vita».
l'ebraismo
L'ebraismo condanna il suicidio, un affronto all'amore che Dio ha dimostrato alle proprie creature, e l'accelerazione della morte di un agonizzante, anche se non c'è alcuna speranza di vita. Sono però annessi dai rabbini i farmaci antidolorifici, anche se possono affrettare la morte, purché non siano dati proprio per questo scopo.
l'islamismo
Il Corano ordina di non mettere mai a repentaglio la propria vita, né quella degli altri, per cui entrambi questi atti sono peccati mortali da inferno, assolutamente condannati. Per i fondamentalisti, tuttavia, morire per Allah è un gesto che porta onore e prosperità nell'aldilà.
l'induismo
L'induismo rispetta fortemente la vita umana, ed è in genere contrario all'eutanasia, ma lascia comunque libertà di coscienza. Considera invece il suicidio, cui è contrario in assoluto, un atto che causa impedimento alla liberazione finale, aumentando il "Karma" negativo individuale.
il buddismo
Il suicidio e l'eutanasia possono essere ammessi se le motivazioni che spingono a questi atti non nascondono odio verso se stessi o verso gli altri. Il Dalai Lama si è recentemente detto favorevole al suicidio assistito: «Una mente pacifica al momento della morte è essenziale e quindi, prima che il dolore divenga intollerabile, l'eutanasia è giustificabile».
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Il suicidio secondo la Bibbia e quindi secondo i cristiani evangelici pentecostali è inquadrato certamente sotto una luce negativa:
«Poi considerai tutte le opere che le mie mani avevano fatte e la fatica che avevo sostenuto per farle, ed ecco che tutto era vanità, un correre dietro al vento e che non se ne trae alcun profitto sotto il sole» (Ecclesiaste 2:11).I cristiani evangelici pentecostali hanno spesso sostenuto che poiché il suicidio consiste in un auto-omicidio, chiunque commetta suicidio sta peccando allo stesso modo in cui peccherebbe se stesse uccidendo un altro essere umano. Un certo numero di figure bibliche hanno commesso (o tentato) il suicidio; le più note sono Saul e Giuda Iscariota.
Non vi è tuttavia alcun verso specifico che affermi che il suicidio conduca direttamente all'inferno.
Poiché Cristo ha preso il castigo per tutti i peccati dell’umanità, ed il suicidio è visto come un peccato, il risultato sarebbe che la persona che commette suicidio non sarebbe colpevole e che tutti i suoi peccati (incluso l’uccisione di sé stesso) sarebbero coperti da Cristo (Seconda lettera ai Corinzi 5:21). Di conseguenza, alcuni credono che ai cristiani che commettono suicidio sia concesso comunque il paradiso.
Per quanto riguarda invece la questione dell'eutanasia la chiesa cristiana evangelica pentecostale si muove sù tre punti cardine:
1. il riconoscimento del carattere sacro della vita dell’uomo in quanto creatura;
2. il primato della persona sulla società;
3. il dovere dell’autorità di rispettare la vita innocente.

La Bibbia afferma ed insegna che Dio ci ha donato la vita ed ha stabilito per noi un giorno in cui dovremo lasciare questo mondo (Eccl. 3:2), e che nelle Sue mani c’è la vita e la morte di ciascuno di noi (1 Sam. 2:6).
Un verso Bibblico che parla in maniera inequivocabile su questo argomento è il verso 16 del Salmo 139, dove leggiamo: “I Tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo e nel Tuo libro erano già scritti tutti i giorni che erano stati fissati per me anche se nessuno di essi esisteva ancora”.

Pubblicato da Legolas a 20:41 

Secondo gli spiritualisti, il suicidio è visto come il gesto più ignobile che un essere possa fare. Aggrava enormemente il carma e l'anima che sperimenta il suicidio, impedirà che succeda di nuovo.
Per l'eutanasia lo spiritualista ha lo stesso concetto del buddismo.

4 commenti:

briossa ha detto...

Io sono d'accordo col buddismo ed il Dalai Lama.

Legolas ha detto...

Grazie Briossa per il tuo apprezzato commento!
Siamo ben lieti di poterti avere come lettrice anche qui...sperando di rendere cosa gradita e avere altri commenti atti al sano e sincero confronto!

Anonimo ha detto...

Io vivo l'inferno in terra quindi se mi suicido , secondo voi , vado all'inferno? Se e cosi meglio uccidere cosi almeno andremo insieme o no.

Galadriel ha detto...

Anonimo io non so dirti se vai all'inferno! Non so dirti neanche se cè l'inferno! So che tutte le religioni del mondo, anche quelle orali, condannano il suicidio e l'omicidio...ci sarà un perchè. Pensando che alla sfortuna non cè mai fine...e se vai a stare peggio? Nel dubbio io starei quì e cercherei di vivere al positivo.Se vuoi scambiare pareri srivimi a ilpeccatoveniale@gmail.com. ti aspetto.ciao

il calendario delle religioni

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