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martedì 8 marzo 2011

Islamismo

Diffusione e localizzazione geografica:


I musulmani nel mondo sono circa un miliardo e trecentomila, il che fa dell'Islam la seconda religione più diffusa nel mondo. Bisogna evitare di confondere le parole "arabo" e "musulmano". Gli arabi sono coloro che vivono nei paesi la cui lingua ufficiale è l'arabo, e possono essere musulmani, cristiani o ebrei. I musulmani (o islamici), invece, sono coloro che seguono la religione musulmana, e non si trovano solo nei paesi arabi, ma anche in Iran, in Turchia, in diversi paesi africani, presso alcune popolazioni dell'Asia centrale, in Afghanistan, in Pakistan, in India, in Cina, in Malesia, in Indonesia e (come minoranza) nelle Filippine.La storia dei popoli islamici riguarda i paesi in cui si è diffusa, a partire dal VII secolo, la religione dell'Islam. Dalla sua sede originaria nella penisola arabica, tale fede si è progressivamente diffusa nel Vicino e Medio Oriente, giungendo col tempo a comprendere, a ovest tutta l'Africa settentrionale e ad est paesi del subcontinente indiano (Pakistan, Bangladesh), dell'Asia centrale (Turkestan) e del Sud-est asiatico come l'Indonesia. Nel corso della sua espansione, arrivò ad includere tra l'VIII e il XV secolo parti più o meno vaste della Penisola iberica e della Sicilia.

Origine del termine:

Il termine "islamismo" è di origine francese (islamisme). In quella lingua ne è, infatti, attestato l'uso fin dal XVIII secolo, quando Voltaire ne propose l'impiego in sostituzione del dispregiativo mahométisme (traducibile liberamente come maomettismo) per indicare la religione dei musulmani. Quest'uso si consolidò poi nel corso del XIX secolo, in particolare con Alexis de Tocqueville (1838) ed Ernest Renan (1883).

Con il progredire degli studi e della conoscenza su quel mondo, a partire dal XX secolo ad islamisme si è preferito il termine Islam, perché utilizzato dagli stessi musulmani per indicare la loro religione. I suoi seguaci furono, quindi, detti islamiste ed il termine islamisme cadde in disuso fino a che è stato recuperato per indicare, piuttosto vagamente all'inizio, le ideologie politiche legate all'Islam.

Spesso il termine islamismo è, però, ancora utilizzato erroneamente come sinonimo di islamico. In realtà islamico è un aggettivo derivato da Islam e quindi si riferisce alla sola sfera religiosa. Sinonimo di islamico è musulmano(da "muslim", che significa sottomesso).
Sinonimi di islamismo sono, invece, Islam politico ed Attivismo islamico.

Panoramica:

L'islamismo è un fenomeno complesso e difficile sia da descrivere sia da interpretare, poiché il termine racchiude una gran varietà di pensieri e di modalità di azione.
A seconda delle epoche e dei luoghi, infatti, i movimenti islamisti hanno fatto propri principi di altre ideologie, sebbene sempre riletti alla luce dell'Islam visto come una religione politica (come per esempio l'Islah).
Ad esempio, per gran parte del XX secolo un tema politico comune nei paesi musulmani è stato la resistenza al razzismo, al colonialismo ed all'imperialismo dell'Impero britannico e dell'Impero ottomano (sebbene quest'ultimo fosse esso stesso islamico).
Nel secondo dopoguerra ebbe un seguito importante il nazionalismo arabo di ispirazione socialista (incarnato principalmente dal Partito Ba'th e dal nasserismo) che puntò anche su una percezione fondamentalmente ostile dell'influenza militare, economica, geopolitica, sociale e culturale Occidentale. In ogni caso questo movimento fallì nel guidare la trasformazione sociale di quelle popolazioni.
Il vuoto ideale provocato dalla caduta dell'Unione Sovietica e la fine della Guerra fredda, unita alla mancanza di democrazia ed alla corruzione imperante negli stati musulmani, è stato successivamente colmato dai movimenti rivoluzionari islamici che promettono di stabilire stati più etici ispirati all'Islam.
Oltre al socialismo, altre ideologie che hanno sempre influenzato l'islamismo sono il panislamismo ed il panarabismo.
Per quanto riguarda più specificatamente il rapporto con la religione islamica, comune tra gli islamisti è la ricerca ed il recupero del messaggio originario e dei primi modelli di vita della loro religione.
Da questo punto di vista c'è chi, più tradizionalista, si ispira direttamente al Corano e ai Hadith. In questo ambito si inquadrano i movimenti fondamentalisti, soprattutto i più estremisti.
Accanto al tradizionalismo, a partire dal XIX secolo un certo seguito ha avuto una tendenza progressista che si è incamminata su un sentiero più propriamente liberale, sebbene alcuni autori preferiscono tenere distinto progressismo e liberalismo islamico  Il loro rapporto con la religione è guidata dalla ijtihad, ovvero una reinterpretazione delle scritture che mira a recuperare i principi che guidavano le prime comunità musulmane insieme agli insegnamenti etici e pluralistici che si trovano nelle scritture. Questo movimento riformista usa il monoteismo (tawhid) "come un principio organizzativo per la società umana e la base delle conoscenze religiose, della storia, della metafisica, dell'estetica e dell'etica, così come dell'ordine sociale ed economico mondiale".
Per quanto riguarda i partiti politici, si tende a distinguere tra partiti islamici (che promuovono l'Islam come religione) e partiti politici islamici (che promuovono l'Islam come movimento politico), presenti in diversi paesi, capaci di esprimere liste elettorali e di raccogliere voti in numero sufficiente da ottenere rappresentanze politiche al massimo livello anche in occidente.
Le loro posizioni e tendenze sono molto varie e vanno dai teocratici oltranzisti che hanno guidato la Rivoluzione iraniana (Partito della Repubblica islamica) ai ben più laici e democratici partiti nati in occidente Partito per la Giustizia e lo Sviluppo in Turchia.
Oltre alle diverse associazioni e movimenti, una importante forma di rappresentazione politica dei musulmani in occidente è offerto dalle consulte che a livello locale o nazionale danno voce alle loro comunità e premono per veder riconosciuti diritti in linea con il loro credo religioso (l'istituzione o il riconoscimento di scuole musulmane, il velo, l'edificazione di luoghi di culto, ecc...).
Secondo molti, un ruolo a parte è svolto dalla confraternita dei Fratelli musulmani, che si pone sulla scia di uno stretto tradizionalismo. Il loro programma politico prevede l'opposizione alla secolarizzazione delle nazioni islamiche, in favore di un'osservanza da essi ritenuta più ligia ai precetti del Corano. Rifiutano, inoltre, l'influenza occidentale ed il sufismo più estremo. Sono presenti soprattutto in molti settori della politica tradizionale, dell'insegnamento, della sanità e delle attività sociali in genere, oltre che nell'organizzazione di incontri di preghiera e di spiritualità.
Fondati in Egitto nel 1928, in un primo tempo conquistarono poco seguito, ma nel corso degli anni hanno aumentato via via la loro influenza, soprattutto a partire dagli anni ottanta, estendendo la loro presenza in tutto i paesi islamici, implementando (secondo autori come Caroline Fourest) una politica di penetrazione molto aggressiva anche in occidente e di collateralismo o anche complicità con movimenti violenti o terroristici, in un'ottica di riconquista all'Islam di tutti i territori che in passato sono stati arabi e della stessa Europa (teoria geopolitica dell'Eurabia).

Ecumenismo islamico:

L'Islam considera che il messaggio divino, contenuto nel suo libro sacro (il Corano) e negli insegnamenti del profeta Maometto, sia destinato a tutto il genere umano dall'inizio dei tempi, incluse quindi le comunità religiose monoteistiche ed enoteistiche precedenti alla sua comparsa e affermazione. Il loro credo, di cui si accettano taluni assunti e molti profeti (da Adamo a Noè, da Abramo a Mosè, fino a Gesù), viene ritenuto di origine celeste ma alterato dal fluire del tempo e dalla malizia degli uomini. Secondo i musulmani, l'Islam è la definitiva e non più modificabile riaffermazione divina della sua volontà, destinata a perdurare inalterata fino al Giorno del Giudizio, anche se talora tradita o trascurata dai suoi fedeli.

Modelli ispiratori:

Quali siano stati i modelli religiosi ispiratori è ancora argomento di discussione fra gli storici delle religioni. Se infatti si può parlare, coi dovuti distinguo, di debiti contratti verso il Giudaismo, lo Zoroastrismo, il Cristianesimo orientale e, più ancora, il credo delle comunità ebraico-cristiane attive nella stessa Penisola Araba - debiti per molti versi e in diversa misura difficilmente negabili - non manca però chi sostiene l'indubbia esistenza di una matrice indigena sud-arabica che affrancherebbe l'Islam da una sorta di tutela strettamente allogena. Del resto non sono episodiche le prove, epigrafiche, artistiche (statuaria votiva) e archeologiche, circa l'esistenza di culti monoteistici negli ambienti culturali sud-arabici e il loro lento accostamento a forme sempre più spiccatamente monoteistiche.
Che l'Islam appartenga al medesimo contesto di valori dell'Ebraismo e del Cristianesimo, viene sottolineato dalla sua inclusione tra le cosiddette religioni abramitiche.




il calendario delle religioni

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